lunedì 6 aprile 2020

Cuzzupe: storia, tradizioni e consigli

Le cuzzupe calabresi sono i dolci tipici e antichi della Pasqua in Calabria.
Il nome cuzzupa probabilmente deriva dall’arabo khubz o anche dal greco koutsupas, che significano entrambi pane.
Sia la Quaresima che i riti pagani prevedevano la purificazione e il divieto di mangiare i cibi di origine animale. Da questo deriva l’uso di incastonare sulla cuzzupa l’uovo, alimento prezioso da consumare dopo il digiuno e il periodo di rinunce, simbolo della vita eterna e augurio di abbondanza e fertilità.

A partire dal Quattrocento, la Chiese definì la festa della resurrezione " Pasqua dell'Uovo" e nelle regioni italiane del meridione l'identificazione dell'Uovo con Cristo fu completa.
Da qui nacque l'usanza di portare i dolci, fatti dalle donne con tante uova sopra, in chiesa per farli benedire e regalarli a parenti e amici.
Alcune le preparavano come la sorta di un pane dolce, utilizzando quindi la pasta madre e unendo al classico pane, uova e zucchero.

Secondo la tradizione che continua ancora oggi, le uova devono essere sempre di numero dispari.
La persona più anziana della famiglia riceveva la cuzzupa più grande e più uova sopra c'erano e più le si rendeva onore.
La tradizione prevedeva che la suocera regalasse al genero i dolci e il detto "'Ccu nova si rinnova 'ccu setta s'assetta" valeva a dire che con 9 uova la promessa di fidanzamento si sarebbe rinnovata, mentre con 7 il genero si sarebbe seduto, quindi il matrimonio sarebbe stato vicino.

Ad ogni modo non esiste Pasqua per nessun calabrese enza le Cuzzupe, dolci semplici che scaldano il cuore con i meravigliosi ricordi da bambini.
Mio padre, figlio di 8 fratelli, mi racconta che mia nonna Assunta da giovane le realizzava con le iniziali del nome di ogni figlio e credo che fosse una cosa tenerissima che credo che farò anch'io per i miei due bambini a Pasqua.

Ne esistono di diverse versioni, con il lievito di birra e con l'ammoniaca o con lievito per dolci.
Quelle che appartengono alla mia infanzia e che mi ricordano la mia cara nonna Assunta, sono quelle che vi presento oggi, delle frolle all'olio e che sono già presenti su questo blog.

Sentire il profumo e il sapore delle cuzzupe mi ricorda la grande festa del mio paese, Magisano, dove in occasione della Pasqua ha luogo una bellissima processione con l'emozionante "Cunfrunta", ovvero l'incontro tra Gesù Risorto e la Madonna, con l'intensa marcia di Radetzky suonata dalla banda musicale del paese a fare da colonna sonora.
Le cuzzupe le ho preparate lunedì scorso, in occasione del mio compleanno, durante la diretta su Instagram e Facebook.
Sono piaciute moltissimo e qualcuno le ha già replicate, sono ottime per l'inzuppo e perfette per la colazione di Pasqua.

La ricetta è sempre quella di mia zia Maria, la maga dei dolci della famiglia Uriselli, che ringrazio per tutte le preziose ricette che mi ha regalato.

Nel tempo, le ho adattate alla disponibilità degli ingredienti e secondo il mio gusto, infatti oggi vorrei darvi alcuni consigli utili.
Se avete l'opportunità di utilizzare l'ammoniaca per dolci, ve la consiglio, in quanto vi permetterà di avere dei biscotti friabili e croccanti, il sapore è pressoché inesistente a differenza invece del comune lievito per dolci.
Solo appena avrete aperto il forno sentirete un forte odore di ammoniaca perché è evaporato durante la cottura ma non appena freddi, i vostri dolcetti saranno perfetti e senza sgradevoli odori e sapori.
Detto questo, vi raccomando di utilizzare un olio extravergine di oliva dal sapore delicato, in sostituzione potrete fare metà dose di olio di oliva e metà di olio di semi.
Una buona cottura è fondamentale, le cuzzupe dovranno essere dorate in superficie e sul fondo.
Vi consiglio di farle cuocere, infatti, su delle placche coperte di carta forno per una migliore cottura.
Utilizzate un limone non trattato per aromatizzare l'impasto e soprattutto, preparatele con amore, così come faccio io.



CUZZUPE CALABRESI
Per circa 20 pezzi

500 g di farina 00
2 uova grandi
175 g di zucchero semolato
125 g di olio evo dal sapore delicato (oppure 65 g di olio evo + 60 g di olio di semi di girasole)
100 ml di latte
5 g di ammoniaca per dolci (oppure 12 g di lievito di dolci)
la scorza di 1 limone non trattato

Per decorare

uova
monpariglia colorata
1 uovo sbattuto
poco zucchero


Impastate la farina, lo zucchero, le uova, l'olio, sciogliete l'ammoniaca o il lievito nel latte e versatela insieme a tutti gli altri ingredienti, unite la scorza di limone e impastate fino ad ottenere un impasto morbido ed elastico.
Consiglio: fate riposare l'impasto coperto con un canovaccio a temperatura ambiente per circa 20-30 minuti. Questo vi permetterà di lavorare meglio l'impasto quando formerete i dolcetti.
Lavorate l'impasto creando le forme che più vi piacciono, cuoricini, colombe, nidi o semplicemente delle palline, come faceva mia nonna.
All'interno dei nidi intrecciati ponete le uova al centro, spennellate i dolci ottenuti con uovo sbattuto, aggiungete poco zucchero e pallini di zucchero.
Infornate a 180° per circa 20-25 minuti.
Lasciate raffreddare del tutto, poi gustate.


Vi auguro una felice giornata,
Ale



1 commento:

  1. Grazie per averci fatto conoscere questa ricetta tradizionale

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Grazie per il commento che stai per postare...sono sempre emozionata e ansiosa di leggerti! Se hai un blog, verrò presto a trovarti...grazie, Ale.